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I MERCATINI: REGOLE PER PARTECIPARE ANCHE SENZA PARTITA IVA

Articolo

Definizione di “mercatino” o mostra mercato

Con il termine mercatino, o mostra-mercato, si intende il luogo fisico in cui si incontrano acquirenti e venditori che intendono fare, tra loro, scambi di beni e servizi.

A fronte di questi scambi avviene la corresponsione di una somma di denaro, che rappresenta il prezzo del bene o del servizio.

A seconda del bene venduto, si distinguono le seguenti “categorie” :

  • i creativi artigiani,che vendono direttamente beni creati con le proprie mani e frutto del loro ingegno;
  • gli hobbisti,che vendono oggetti non realizzati da loro, ma usati o di antiquariato. Tra questi rientrano anche coloro che assemblano semplicemente semilavorati.

Il nostro articolo sarà dedicato ai creativi artigiani.

Per comprendere la differenza tra hobbisti e creativi leggere l’articolo dedicato 

Come si partecipa a un mercatino

I creativi sono lavoratori occasionali che mettono in vendita creazioni frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno senza essere in possesso della partita IVA.

Per partecipare a un mercatino basta andare sul sito del Comune di interesse e vedere nella sezione “eventi” quali sono le date di svolgimento stabilite. I mercatini vengono quasi sempre organizzati dalle Associazioni o dalle Pro-loco, e sono esse stesse (non gli espositori) a curare i rapporti organizzativi e burocratici con il Comune.

ATTENZIONE! – Un singolo o un gruppo di creativi espositori non può organizzare in autonomia una vendita pubblica, anche se occasionale, perché per operare sul suolo pubblico servono le autorizzazioni comunali che vengono concesse a enti attivi nel settore, come appunto Associazioni o Pro-loco.

Il “Documento di vendita temporanea”

Il Documento di vendita temporanea è un documento essenziale se vuoi partecipare ai mercatini e alle fiere per vendere i tuoi prodotti in maniera legale. Questo documento attesta la temporanea autorizzazione a svolgere attività di vendita ambulante e ti permette di esporre e commercializzare merce in spazi pubblici autorizzati.

Puoi scaricare il modello qui.

Come si ottiene il “Documento di vendita temporanea”

E’ necessario presentare una richiesta presso il Comune competente, specificando il tipo di merce da vendere e l’ubicazione del mercatino o della fiera a cui si intende partecipare. Una volta ottenuta l’autorizzazione, è importante rispettare le normative e le regole vigenti per garantire una corretta e regolare attività commerciale.

L’Associazione o la Pro-loco, organizzatrice dell’evento, nella maggior parte dei casi, fornisce al creativo il “Documento di vendita temporanea” (si può scaricare il fac-simile da: https://fiscoamicopertutti.it/risorse-gratuite, chiamato anche “Atto notorio”. È un’autocertificazione corredata di una marca da bollo da € 16,00 (a carico dell’espositore) nella quale, oltre alle proprie generalità, viene indicato che:

–   le opere manufatte sono frutto del proprio ingegno e della propria creatività;

–   le vendite legate a quel mercatino sono occasionali e non abituali (è per questo che non hai bisogno della partita IVA);

–   non possono superare il valore di 250,00€ ciascuna.

Questa modalità di partecipazione ai mercatini, sia da creativo che da hobbista, esenta il soggetto dal munirsi di alcune autorizzazioni necessarie per il commercio ambulante, come quella all’esercizio dell’attività su posteggio pubblico e in forma itinerante.

Il creativo artigiano non ha bisogno del “Tesserino dell’hobbista”

FISCO AMICO! – Il tesserino viene rilasciato agli hobbisti, non ai creativi, quindi le limitazioni imposte dai vari regolamenti regionali e comunali sono rivolte solo ai primi. È proprio la legislazione nazionale che tra le sue righe fa esclusivo riferimento agli “hobbisti”, non ai “creativi”: in quanto non è riferita a chi vende o espone le proprie opere d’arte frutto del proprio ingegno (Legge 114/1998 art. 4, comma 2 lettera h), ma a chi vende, baratta o espone in modo saltuario ed occasionale oggetti di modico valore che non abbiano la caratteristica di manufatti. Appare chiaro che i creativi sono esonerati dal possesso del tesserino e non sono soggetti a limitazioni di partecipazione.

Viene da sé che il creativo può partecipare ai mercatini tutte le volte che desidera, tenendo presente che le vendite in questi eventi, sono da considerare un  “occasionali”, per cui non si possono avere ricavi superiori a 5.000€ netti l’anno: superato questo limite diventa obbligatoria l’iscrizione alla Gestione separata INPS, che comporta il versamento dei contributi previdenziali “solo” sulla parte eccedente i 5.000€ e l’assoggettamento a IRPEF del volume d’affari complessivo.

Se negli anni successivi si nota che le entrate superano costantemente i 5.000€ sarà il caso di considerare l’apertura della partita IVA, visto che il lavoro, in tal senso, non sarà più considerato occasionale, ma abituale.

Posso partecipare ai mercatini se ho già un lavoro?

Se ti stai chiedendo se possa partecipare ai mercatini nonostante tu abbia un lavoro fisso, la risposta è sì!

Partecipare ai mercatini può rappresentare un’opportunità per mettere in mostra le proprie creazioni, e, perché no, capire se puoi intraprendere un lavoro artigiano in modo serio, ma è anche un modo per avere un’entrata economica extra e magari scoprire nuove passioni.

Ovviamente, conciliare un lavoro fisso con la partecipazione ai mercatini può essere impegnativo, ma con un po’ di organizzazione e pianificazione è assolutamente possibile. Ecco alcuni consigli per aiutarti a gestire al meglio questa situazione:

  1. Pianifica con anticipo: se hai intenzione di partecipare a un mercatino, assicurati di avere tempo a disposizione per preparare i tuoi prodotti e organizzare il tuo stand. Pianifica con anticipo per evitare stress dell’ultimo minuto.
  2. Sfrutta il weekend: la maggior parte dei mercatini si tiene nel fine settimana, quindi approfitta del sabato e della domenica per parteciparvi senza intaccare troppo il tuo lavoro durante la settimana.
  3. Ai mercatini porta con te un amico o un parente, potrà aiutarti a gestire meglio le vendite quando ci sono più persone al banco.
  4. Porta con te sempre gli attrezzi del mestiere! Servirà a dare fiducia al pubblico e ai verificatori che i pezzi sono originali, unici e realizzati da te.

Quando si vende in un mercatino si deve rilasciare la “ricevuta non fiscale”

FISCO AMICO! – Il tesserino viene rilasciato agli hobbisti, non ai creativi, quindi le limitazioni imposte dai vari regolamenti regionali e comunali sono rivolte solo ai primi. È proprio la legislazione nazionale che tra le sue righe fa esclusivo riferimento agli “hobbisti”, non ai “creativi”: in quanto non è riferita a chi vende o espone le proprie opere d’arte frutto del proprio ingegno (Legge 114/1998 art. 4, comma 2 lettera h), ma a chi vende, baratta o espone in modo saltuario ed occasionale oggetti di modico valore che non abbiano la caratteristica di manufatti. Appare chiaro che i creativi sono esonerati dal possesso del tesserino e non sono soggetti a limitazioni di partecipazione.

Viene da sé che il creativo può partecipare ai mercatini tutte le volte che desidera, tenendo presente che le vendite in questi eventi, sono da considerare un  “occasionali”, per cui non si possono avere ricavi superiori a 5.000€ netti l’anno: superato questo limite diventa obbligatoria l’iscrizione alla Gestione separata INPS, che comporta il versamento dei contributi previdenziali “solo” sulla parte eccedente i 5.000€ e l’assoggettamento a IRPEF del volume d’affari complessivo.

Se negli anni successivi si nota che le entrate superano costantemente i 5.000€ sarà il caso di considerare l’apertura della partita IVA, visto che il lavoro, in tal senso, non sarà più considerato occasionale, ma abituale.

Nei mercatini si devono esporre i prezzi?

Quando esponiamo al pubblico le nostre creazioni abbiamo sempre il dubbio se sia obbligatorio o meno mettere in evidenza il prezzo, consapevoli del fatto di essere dei privati non titolari di partita IVA. Anche se non c’è una precisa indicazione legislativa a livello nazionale, molti regolamenti regionali tendono a uniformare i loro comportamenti e questo aiuta a orientarci sulla condotta da adottare:

  1. Ogni prodotto direttamente esposto in vista al pubblico, ovunque collocato, deve indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico, mediante l’uso di un cartello o con altre modalità idonee allo scopo.
  2. Nel caso di prodotti d’arte, di antiquariato e di oreficeria, l’obbligo di pubblicità del prezzo di cui al comma 1 è rispettato mediante l’utilizzo sul singolo prodotto di un cartellino visibile solo all’interno dell’esercizio.
  3. Nel periodo necessario all’allestimento dell’esposizione è consentito non apporre i prezzi dei prodotti esposti in vista al pubblico per un tempo massimo non superiore a due giorni.
  4. Quando sono esposti insieme prodotti dello stesso prezzo, è sufficiente l’uso di un unico cartello. Negli esercizi di vendita e nei reparti di tali esercizi organizzati con il sistema di vendita del libero servizio l’obbligo dell’indicazione del prezzo deve essere osservato in ogni caso per tutte le merci comunque esposte al pubblico.
  5. Per l’obbligo di indicazione dei prezzi per unità di misura si applicano le vigenti disposizioni comunitarie e nazionali.

Dalla lettura emerge che, quando si partecipa a un mercatino, una mostra mercato ecc., per ogni prodotto direttamente esposto in vista al pubblico, ovunque collocato, si deve indicare in modo chiaro e ben leggibile il prezzo di vendita al pubblico.

Non dimentichiamo che un mercatino, come si è detto, viene organizzato dalle Associazioni e/o dalle Pro-loco, quindi dietro a tutto il meccanismo non c’è il singolo espositore che risponde nei confronti del consumatore, ma gli enti organizzatori che agiscono in base ai regolamenti territoriali relativi a questo tipo di evento.

Ma perché è giusto esporre i prezzi dei propri beni o manufatti oggetto di vendita in un mercatino? Semplicemente perché la trasparenza dei prezzi è una delle regole base per la tutela del consumatore nel mondo del commercio.

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2 commenti su “I MERCATINI: REGOLE PER PARTECIPARE ANCHE SENZA PARTITA IVA”

    1. Buonasera Enrica,
      le rispondo riferendomi alle vendite occasionali che avvengono durante i mercatini.
      Quando si partecipa a un mercatino l’associazione che organizza l’evento deve procurare a ogni singolo partecipante il “Documento di vendita temporanea” in cui si sottoscrive che si vendono beni di propria creazione e che si è venditori occasionali che non superano annualmente i 5.000€.
      Questo vuol dire che negli eventi come i mercatini si possono vendere oggetti di propria creazione artigianale o beni usati come quelli di antiquariato o quelli che non si usano più in casa.
      I beni che lei ha elencato sono “rivendita di oggetti acquistati presso terzi”. La legge indica questa come un’operazione che rientra nel commercio e non nelle vendite occasionali di opere del proprio ingegno.
      Passando alle consulenze, se queste sono fatte gratuitamente non c’è da eccepire nulla, se sono fatte a pagamento e senza una qualifica specifica, in una eventuale verifica ne potrebbe essere contestata la professionalità.

      Se vuole la mia personale opinione, le consiglierei di evitare questo tipo di vendita se non è in possesso di partita IVA.

      Carmen Fantasia – dottore commercialista

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