Il sito di fisco facile per i non addetti ai lavori

Mostra contenuti secondari Nascondi contenuti secondari

HOBBISTI E CREATIVI - COME OPERARE NEI MERCATINI ANCHE SENZA PARTITA IVA

Come operare nei mercatini per hobbisti e creativi anche senza partita iva

Le rubriche di www.hobbydonna.it

LE PILLOLE DI FISCO AMICO - Rubrica di fisco facilitato per creativi ed hobbisti
di Carmen Fantasia – dottore commercialista 

mercatino-hobbisti-01
 

In questo post, ci soffermeremo a parlare di argomenti spinosi per molti di voi creativi ed hobbisti, che operano occasionalmente nei mercatini con piccoli volumi d’affari  e non sono in possesso di partita Iva
A tutt’oggi manca una legislazione nazionale che regoli i comportamenti che devono tenere i creativi quando espongono le loro creazioni nei mercatini. 
I regolamenti regionali sono uno diverso dall’altro, e questo genera confusione nel corretto comportamento da tenere in questi eventi. Per prima cosa parliamo della

 

Pubblicità

 

COME SI PARTECIPA AD UN MERCATINO

Partecipare ad un mercatino è molto semplice. 
Le Associazioni o le Pro-loco, si preoccupano di organizzare l’evento nel Comune interessato. 
Sono loro che svolgono tutta la parte burocratica con l’amministrazione comunale. 
Le persone interessate, contattano l’Associazione o la Pro-loco per prenotare l’evento desiderato. Si paga una quota di partecipazione che comprende: tassa occupazione suolo pubblico, imposta di pubblicità, quota di associazione, costo energia elettrica, quota evento…e varie. 
La cosa importante che si deve sapere che l’espositore, essendo un venditore occasionale, deve essere in possesso di un’autocertificazione nota come: “documento di vendita temporanea” ( puoi scaricare qui il fac-simile di documento di vendita temporanea). 
Su di esso sono indicati i seguenti dati: generalità dell’espositore; che si è venditori occasionali e che il volume d’affari annuo non supera 5.000€;  dichiarazione che le creazioni sono realizzate dal soggetto espositore; che gli oggetti si vendono direttamente e non per interposta persona; che le creazioni hanno un valore singolo non superiore a € 250,00.
Sull’autocertificazione, deve essere apposta una marca da bollo di € 16,00, a carico dell’espositore e vidimata dal Comune in cui si svolge la manifestazione. Per ogni Comune ci vuole un documento diverso, non si può utilizzare una stessa autocertificazione per manifestazioni che si svolgono in città differenti. Questo documento è importante per gli eventuali controlli che ci possono essere nei mercatini, poiché attesta la veridicità del lavoro occasionale dell’espositore e che i beni esposti sono frutto dell’ingegno creativo del venditore. 
Diamo un suggerimento per risparmiare sulla marca da bollo. Se si vuole partecipare a più manifestazioni nello stesso Comune, si suggerisce di inserire  nel “documento di vendita temporanea”, tutte le date a cui si è interessati a partecipare in quel Comune. Poi si decide successivamente se partecipare o meno alle manifestazioni elencate. In questo modo apponete un’unica marca da bolo da € 16,00 anziché fare tante domande quanti sono gli eventi a cui si è interessati.

mercatino-creativi


ANCHE CHI LAVORA IN MODO FISSO PUO’ FARE MERCATINI!

Da notare, che la partecipazione ai mercatini come creativi, è definito come “lavoro occasionale”. Proprio perché occasionale, l’attività di creativo non è incompatibile con il lavoro che si svolge abitualmente. Infatti i redditi occasionali di questa natura, nei limiti dei 5.000€ annui, vanno dichiarati in un quadro della dichiarazione annuale, il quadro L, completamente diverso da quello in cui si dichiarano i redditi da lavoro abituale. 

Potrebbe capitare poi che nel corso dell'anno i redditi derivanti da questa attività occasionale superano i 5.000€. 
Anche qui, la legislazione italiana ci viene incontro. Si deve procedere con l’iscrizione alla Gestione Separata Inps e si devono pagare i contributi pensionistici solo sulla parte eccedente i 5.000€. 
L’Irpef (Imposta sulle Persone Fisiche) si paga su tutta la cifra incassata. 
Esempio classico di un creativo che può superare queste cifre è l’artista che vende un quadro una volta l’anno per una cifra che supera i 5.000€, ad esempio vende un quadro a 7.000€. 
Il soggetto in questione, si iscrive alla Gestione Separata Inps, paga questa tassa solo sui 2.000€ eccedenti i 5.000€. 
Resta inteso che l’Irpef si paga su tutti i 7.000€. Questa persona proprio per l’occasionalità e l’unicità dell’operazione, non è obbligato ad aprire partita Iva.

Per acquistare il libro:

“Fisco amico per creativi “

Il lavoro anche senza partita Iva e senza contributi

di Carmen Fantasia

Edizioni Lumina

cliccare su "catalogo prodotti"

 

 

VENDERE HANDMADE ANCHE SENZA PARTITA IVA

Come Vendere Online Handmade senza Partita Iva

Le rubriche di www.hobbydonna.it

LE PILLOLE DI FISCO AMICO - Rubrica di fisco facilitato per creativi ed hobbisti
di Carmen Fantasia – dottore commercialista 

Vendere-Handmade-senza-Partita-Iva

Oggi è uso di molti creativi, vendere le loro cose o tra privati o nei mercatini, in modo occasionale. Siamo esperti di oggetti fatti a mano, decoupage, uncinetto, o macramè, oppure siamo esperti di scrapbooking, bijoux fatti a mano, shabby chic, cosmetica o saponi artigianali? Abbiamo un hobby creativo? Siamo in grado di creare dei veri e propri lavoretti di artigianato e vorremmo guadagnare qualcosa vendendoli on-line senza essere in possesso di partita Iva? In effetti internet offre tantissime opportunità in più rispetto ai mercatini fisici: il web offre una visibilità dei nostri prodotti pressochè mondiale.
E’ bene sapere che anche on-line c’è questa possibilità e il tutto non necessita di apertura di Partita Iva se le vendite sono occasionali e contenute nell’arco di un anno solare.

REQUISITI PER AVERE UN NEGOZIO ON-LINE SENZA P.IVA
Se non abbiamo la partita IVA, possiamo comunque iniziare un’attività di vendita on-line, purchè tale attività rimanga occasionalePer lavoro occasionale si intende un’attività il cui compenso netto non supera i 5000 euro annui e i 30 giorni lavorativi, sempre annui. Ma niente paura, anche se superiamo i 30 gg lavorativi, ci sono sentenze che fanno riferimento al volume d’affari, che deve essere massimo di 5.000 euro.
Il lavoro non deve essere organizzato, nel senso che non dobbiamo avere attrezzature tali da far sospettare che abbiamo una grande produzione.
Non dobbiamo avere collaboratori, ma il lavoro di creativo deve essere svolto solo dalla persona che vende i propri oggetti creati.

L'attività deve essere occasionale, cioè il compenso netto 
non deve superare i 5000 euro annui e i 30 giorni
lavorativi
 annui.

 DOCUMENTO DA RILASCIARE SE VENDIAMO ON-LINE OCCASIONALMENTE
Se vendiamo un nostro oggetto on-line, il documento da rilasciare all’acquirente è una ricevuta generica. Ovviamente tutti i redditi vanno dichiarati. Se abbiamo un’attività di vendita occasionale su internet, senza partita IVA, occorrerà dichiarare i redditi derivanti, con modello 730 o modello Unico.  

 

Pubblicità

 

SI PUO’ VENDERE DA UN PROPRIO SITO O DA UNA PROPRIA PAGINA FACEBOOK?
E’ bene sapere che vendere da un proprio sito o da una propria pagina facebook senza avere partita Iva, è una cosa vietata. L’e-commerce per una sua propria identità, per essere attivato su internet, necessita del possesso di una partita Iva. Tanto è vero che se noi abbiamo un nostro sito, come privato, non abbiamo il carrellino degli acquisti necessario per le vendite on-line. Non abbiamo neanche le note legali, oggi necessarie ed obbligatorie. Inoltre è vietato esporre i prezzi!

I MARKETPLACES – IL NEGOZIO ON-LINE
Ma per vendere gli oggetti frutto della nostra creatività ci sono delle vie più tranquille e legali: i marketplace. Questi sono dei grossi centri commerciali virtuali in cui ognuno di noi, anche da privato senza p.Iva, può aprire un “negozio on-line” e vendere liberamente i propri oggetti (ricordate sempre il limite di volume d’affari di 5.000 euro!). Qui è obbligatoria l’indicazione dei prezzi. Per il principio della trasparenza e della tutela del consumatore. 
I marketplaces fungono da intermediari del commercio e in cambio del lavoro che svolgono per la piattaforma, vengono ricompensati con una percentuale sulle vendite effettuate. Di solito si aggira intorno al 3,5%. Come si comprenderà, il costo di un sito e-commerce è molto elevato e per vendere occasionalmente i nostri oggetti, non ha senso realizzare una cosa così costosa. 
Invece si suggerisce di avvalersi delle tante possibilità offerte dal web: ci sono infatti siti internet (come Ebay per esempio) che, previa registrazione, permettono di creare un negozio on-line, dove vendere i propri prodotti. Ma ci sono tanti altri siti di e-commerce che ci possono venire in aiuto, dove possiamo mettere in vendita prodotti, creazioni artigianali handmade, oggetti usati…ne diamo qualche nome: 
– A Little Market
– Dawanda
– Etsy
– Miss Hobby
– Blomming

e ora anche Amazon - ( in lingua inglese) ha aperto una sezione per le vendite di prodotti handmade.

Non dimentichiamo anche un aspetto importantissimo di avere un negozio on-line nei vari  marketplaces, che è quello di una visibilità maggiore rispetto ad un proprio sito, blog o pagina facebook. Sui marketpaces i nostri oggetti hanno una visibilità a livello mondiale!
Ricordiamo, infine, che tutti possono avere un negozio on-line sui marketplaces senza essere in possesso di p.Iva,  questo riguarda anche coloro che hanno un lavoro da dipendente o da libero professionista. Regole irremovibili sono: l’occasionalità e il limite del volume d’affari!

 

DIFFERENZA TRA HOBBISTA E CREATIVO

Le rubriche di hobbydonna.it

DIFFERENZA TRA HOBBISTA E CREATIVO

bit.ly/1pFk2Ri

Differenze tra la figura dell'hobbista e del creativo

LE PILLOLE DI FISCO AMICO - Rubrica di fisco facilitato per creativi ed hobbisti
di Carmen Fantasia – dottore commercialista 

mercatino-hobbisti 

Partiamo da un punto fermo: gli hobbisti e i creativi sono due figure distinte e separate!
La legge del 10 novembre 2009 n° 27, art. 43, recita: “possono definirsi hobbisti coloro che vendono, barattano, propongono o  espongono, in modo saltuario ed occasionale, merci di modico valore che non superino il prezzo unitario di € 250,00.” Tipico è il caso del vintage.
Gli hobbysti possono operare solo nei mercatini dedicati, quali: mercatini dell’usato, dell’antiquariato e del collezionismo non con valore storico-artistico, vendendo oggetti non creati da loro.
A questi espositori, e solo a loro, viene rilasciato da molti Comuni e Regioni, un tesserino, detto appunto il “tesserino dell’hobbista” con cui si può accedere ad un numero limitato di manifestazioni che varia in base al regolamento regionale. Per cui il numero di partecipazioni  può essere diverso da Regione a Regione, ma sempre limitato. Il tesserino è nominativo e non è cedibile o trasferibile.In alcune Regioni viene rilasciato per nucleo familiare. A ben vedere nella legislazione succitata fa riferimento esclusivamente agli hobbisti e non ai creativi. Non è riferito a chi vende o espone le proprie opere d’arte, frutto del proprio ingegno. Infatti nei regolamenti regionali viene sempre precisato che “sono esclusi coloro che vendono direttamente opere frutto del proprio ingegno  art. 4 comma 2 lettera H del D.L.31-03-1998 nr. 114Tali soggetti, appunto identificati come creativi, sono esonerati dal possedere il tesserino dell’hobbista!

 

Pubblicità

 

Il creativo è colui che con la propria manualità ed il proprio ingegno realizza beni “nuovi” che non sono frutto del semplice assemblaggio. Rientra così nella legislazione dell’artigianato e non in quella del commercio (che invece interessa coloro che assemblano semilavorati). L’artigiano è colui la cui creazione è frutto per il 75% della sua manualità
Chi assembla materiali, è un semplice rivenditore di semilavorati che non si deve confondere con il creativo! Eventuali verbali nei mercatini, da parte degli organi di controllo sono assolutamente  regolari. Questi rientrano nella legislazione del commercio e dovrebbero possedere il tesserino degli hobbisti.
Resta fermo un principio: sia il creativo che l’hobbista, operando in modo occasionale e sporadico, non hanno bisogno ne di autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico, ne di aprire partita Iva!

Con questo articolo pensiamo di aver risposto a molti dei dubbi dei creativi che partecipano a mercatini ed ad eventi.

 

Per acquistare il libro:

“Fisco amico per creativi “

Il lavoro anche senza partita Iva e senza contributi

di Carmen Fantasia

Edizioni Lumina

cliccare su "catalogo prodotti"

 

 

 

 

VOUCHER LAVORO: AUMENTA IL TETTO ANNUALE DEI COMPENSI! 30/06/2015

JOBS ACT: NOVITA' PER I VOUCHER LAVORO 30/06/2015

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (G.U. Serie Generale n.144 del 24-6-2015 – Supplemento Ordinario n. 34) Il Jobs Act prevede tra le altre novità anche un aumento al limite annuale dei compensi per le prestazioni di lavoro accessorio, pagati attraverso i voucher lavoro, quando questo è occasionale.

Più in particolare il limite annuo per i voucher lavoro viene portato dagli attuali € 5.000 a € 7.000 euro per la totalità dei committenti nel corso dell’anno solare (dal 1 gennaio al 31 dicembre). Il limite per singolo committente rimane invece di 2.000 euro annui. Il limite per chi percepisce prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, come gli ammortizzatori sociali, è di 3.000 euro annui. Superate tali soglie non sarà più possibile applicare questo tipo di contratto. Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere di natura autonoma o subordinata.

COME E DOVE SI ACQUISTANO I VOUCHER

Il lavoro accessorio viene retribuito attraverso i voucher lavoro che il committente imprenditore o professionisti acquista esclusivamente con modalità telematica presso il sitoINPS. Se il datore di lavoro non è un imprenditore o un professionista, ma un privato, può acquistare i voucher anche presso le rivenditorie autorizzate. Ogni buono ha un valore nominale di 10 euro, che va a coprire la retribuzione di un'ora lavorativa.

OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE

Prima dell’inizio della prestazione i committenti o professionisti devono comunicare alla Dtl (Direzione territoriale del lavoro) competente i dati anagrafici, il codice fiscale del lavoratore e il luogo della prestazione.

FISCO AMICO PER CREATIVI

 Il lavoro anche senza partita Iva e senza contributi

 di Carmen Fantasia

Edizioni Lumina

Per acquistare il libro o le consulenze fiscali, cliccare su "Catalogo prodotti".